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DEMENZA: COME RICONOSCERLA E COME AFFRONTARLA

 
18-04-2016 - News
La demenza è una sindrome clinica legata all’età adulta dovuta ad una malattia che colpisce il cervello e che in maniera cronica e progressiva comporta la degenerazione di facoltà mentali quali la memoria, la capacità di ragionamento, il linguaggio e la capacità di riconoscere oggetti e persone. Vengono, inoltre, danneggiate  affettività ed emotività, causando depressione, ansia ed angoscia.
Esistono numerose forme di demenza, ognuna delle quali si manifesta con caratteristiche particolari, per lo meno nelle prime fasi della malattia. Inoltre, anche con la stessa diagnosi, il decorso presenta un’ampia variabilità individuale. È importante riconoscerne precocemente i sintomi in maniera da porre tempestivamente una diagnosi e poter, in questo modo, intervenire. È di fondamentale importanza rivolgersi al medico quando si manifestano le prime avvisaglie di un deterioramento cognitivo.
Per facilitare il riconoscimento dei sintomi, l’American Alzheimer Association nel 2005 ha pubblicato i 10 campanelli di allarme che si manifestano più frequentemente: 1. la persona va spesso in confusione ed ha dei vuoti di memoria; 2. non riesce più a fare le cose di tutti i giorni; 3. fatica a trovare le parole giuste; 4. dà l’impressione di aver perso il senso dell’orientamento; 5. indossa un abito sopra l’altro come se non sapesse vestirsi; 6. ha difficoltà a gestire i soldi e a fare i calcoli; 7. ripone gli oggetti nei posti più strani; 8. ha improvvisi ed immotivati sbalzi di umore; 9. non ha più il carattere di un tempo; 10. ha sempre meno interessi e spirito di iniziativa. Chi si rende conto che sono suonati, per sé o per un parente, almeno quattro campanelli d’allarme, è bene che ne parli con uno specialista.
La demenza è una malattia che non soltanto affligge il malato, ma si ripercuote emotivamente in maniera importante anche su coloro che lo assistono: il coniuge, i figli, i familiari. L’assistenza è spesso un compito estremamente difficile e gravoso. È necessario pianificare l’impegno che i familiari devono investire nell’assistenza del malato, che può anche durare per molti anni. È importante fare i conti con le proprie forze e con le proprie energie, non pensare di essere da soli nell’affrontare le cure richieste, ma accettare di aver bisogno di aiuto. Questo non significa non essere in grado di assistere la persona, ma riconoscere e rispettare i propri limiti e progettare un tipo di assistenza che veda coinvolte più risorse. Il carico emotivo personale è enorme, e chi assiste il paziente ha bisogno di sviluppare un insieme di strategie per far fronte all’evoluzione della malattia. Capire le proprie emozioni può essere di aiuto nella gestione del malato, così come può essere utile per se stessi.
Il C.R.A. di Cittadella, presso la sede di Borgo Bassano, ha inaugurato nel mese di Aprile il “Caffè Alzheimer”, luogo di condivisione dove i familiari possono ricevere informazioni sulla malattia e scambiare vissuti ed esperienze, mentre l’anziano partecipa ad un gruppo di training cognitivo che mira a rallentare il decadimento. Tale iniziativa viene proposta il sabato dalle ore 09.30 alle ore 11.30 con cadenza quindicinale. Ad accoglierli una psicoterapeuta ed una educatrice esperte, che sono presenti anche il giovedì dalle ore 10.30 alle ore 12.00 con la linea “pronto, caffè Alzheimer”. Tale servizio è volto a fornire informazioni sulla malattia dementigena e sulle possibili modalità di gestione dei sintomi comportamentali. È possibile contattare le professioniste esperte al seguente numero 339.1399581 nel giorno e nell’orario sopra citati.
 
 
 
 
 

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